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Lavorare nella moda nel 2026: i mestieri più richiesti tra atelier, digitale e sostenibilità

giovani che lavorano nel mondo della moda

La moda nel 2026 non è solo passerelle e capsule collection virali. È una filiera complessa che cerca competenze vere, tecniche e digitali, capaci di tenere insieme creatività, produzione e mercato.

Chi guarda al fashion come opportunità professionale oggi deve sapere una cosa semplice: il settore è tornato a correre, ma non assume per immagine. Assume per competenze. E le aziende cercano figure precise, spesso ibride, che sappiano muoversi tra tradizione artigianale e strumenti tecnologici.

Un settore che pesa davvero sull’economia italiana

I numeri più recenti diffusi da Camera Nazionale della Moda Italiana e dai report di Confindustria Moda raccontano un comparto che nel 2025 ha consolidato il recupero post-pandemia, con export in crescita e un fatturato che torna a superare stabilmente i livelli pre-2020. Il Made in Italy resta uno dei principali contributori alla bilancia commerciale del Paese.

Questo significa una cosa concreta: le aziende investono. Ma investono in modo diverso rispetto a dieci anni fa. Oggi cercano figure specializzate, non profili generici.

Area prodotto: dove la manualità incontra il software

Il cuore resta creativo, ma il processo è sempre più strutturato.

  • Designer e stilisti: non basta “avere gusto”. Servono competenze su materiali innovativi, sostenibilità e analisi di mercato. Le aziende vogliono creativi che sappiano leggere dati, non solo tendenze.
  • Modellisti digitali: tra le figure più richieste nel 2026. I software 3D e la prototipazione virtuale riducono tempi e costi. Chi sa usare questi strumenti trova spazio rapidamente.
  • Responsabili produzione: con filiere globali e reshoring parziale, servono professionisti capaci di coordinare fornitori, tempi e standard qualitativi.
  • CSR e Sustainability Manager: la sostenibilità non è più un’etichetta, è un parametro richiesto da investitori e mercati. Secondo i report ESG di settore, le aziende moda stanno rafforzando questi ruoli in modo strutturale.

La manualità artigianale non è sparita, anzi. Sartoria, pelletteria, maglieria specializzata sono competenze sempre più rare. Proprio per questo diventano preziose.

Retail e distribuzione: meno vetrina, più strategia

Il negozio fisico non è morto. È cambiato.

  • Store Manager e Retail Manager oggi devono leggere KPI, dati di sell-in e sell-out, performance omnicanale.
  • Buyer: figura centrale in un mercato in cui il rischio invenduto pesa sui margini. Serve occhio stilistico, ma anche capacità di analisi numerica.
  • Visual Merchandiser: nel 2026 lavora in dialogo continuo con marketing e digital team, perché l’allestimento deve essere coerente con la comunicazione online.

Il retail non è più solo vendita. È costruzione di esperienza.

Comunicazione e digitale: le professioni in espansione

Se c’è un’area che continua a crescere è quella legata alla visibilità del brand.

  • Social Media Manager specializzati nel fashion: non basta pubblicare contenuti, bisogna conoscere community, linguaggi e piattaforme.
  • E-commerce Manager: ruolo diventato centrale. Gestione catalogo, UX, logistica e performance marketing convivono nello stesso profilo.
  • Art Director e Content Creator: la narrazione visiva è decisiva per il posizionamento del brand.
  • Copywriter e Web Journalist: nel lusso e nel premium la parola costruisce identità tanto quanto l’immagine.

Secondo analisi pubblicate da osservatori sul lavoro digitale e report LinkedIn relativi al mercato europeo, i ruoli legati a e-commerce e marketing digitale nel fashion sono tra quelli con la crescita più costante negli ultimi tre anni.

Formazione: cosa conta davvero nel 2026

Le scuole specializzate e gli istituti internazionali restano un canale importante di accesso, ma le aziende guardano sempre di più al portfolio reale, alle esperienze pratiche e alla capacità di adattarsi.

Le grandi maison collaborano con accademie e incubatori, ma cercano giovani che sappiano già usare strumenti concreti: CAD per modellistica, software di gestione collezione, piattaforme e-commerce, strumenti di analisi dati.

La moda nel 2026 non premia solo il talento creativo, premia la competenza applicata. È un settore affascinante, ma non improvvisato. E chi vuole entrarci deve scegliere se puntare sull’atelier, sul digitale o su un ruolo ibrido capace di parlare entrambe le lingue.

Non esiste un unico percorso giusto. Esiste la consapevolezza che il fashion system è una macchina complessa, dove ogni ruolo, dal sarto al digital strategist,  contribuisce a portare un’idea dalla carta alla strada. E oggi, più che mai, chi sa muoversi tra tradizione e innovazione ha uno spazio reale.

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ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2026 13:58

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